Democrazia: la nascita, il consolidamento, i consensi

vol. I

A cura di Donato Loscalzo

Pubblicato il 15/03/2022
392 pagine
ISBN: 9788804738022
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Possiamo dire che una prima ombra di democrazia prende forma già nell’Iliade, quando il soldato “semplice” Tersite (malamente zittito da Odisseo) contesta rumorosamente, nell’assemblea dei Greci, il capo dei capi, Agamennone, o quando Achille solleva contro lo stesso Agamennone un’obiezione fondata sul merito, rivendicando maggiore potere per sé? Forse no, come forse non è possibile sostenere che la discussione nell’assemblea di Itaca tra Telemaco e i Pretendenti, nel libro II dell’Odissea, rappresenti una primitiva versione di dibattito democratico.

Sono, però, i Greci stessi a collocare la fondazione della democrazia nel mito: con le azioni di Teseo che, come dichiara Isocrate, «in primo luogo riunì in uno stesso centro la città di Atene», prima dispersa e abitata per villaggi, e poi, «resa la patria un bene comune» e «libere le anime dei concittadini», «li mise in gara alla pari per la virtù». La democrazia, però, osserva Donato Loscalzo, non soltanto un sistema politico, è anche un complesso di valori che implica mentalità, e prospettive, sociali e culturali, sue proprie. Il suo lento disegnarsi è l’argomento di questo volume, primo di due, nei quali lo studioso mirabilmente convoca la saggezza etica e politica dei poeti arcaici e classici – Omero, Esiodo, Archiloco, Saffo, Senofane, Teognide, Pindaro, Simonide, Eschilo, Euripide – per fornire un’idea esauriente della cultura necessaria alla nascita della democrazia. Nella storia e nella poesia, essa si afferma ad Atene con le prime riforme e nella lirica di Solone, e si consolida quindi con Clistene. Basta ascoltare il primo che si scaglia contro il monarca e i potenti per capire quale forza civile abbia preso il posto delle urla di Tersite. Quando Solone attacca la Dysnomia e oda l’Eunomia – termine che condivide con Alcmane e con Pindaro – afferma il principio di fondo del Buon Governo, perchè  l’Eunomia è ordine e convenienza, che levigano le asperità , eliminano l’insolenza e l’arroganza, raddrizzano la giustizia distorta, coltivano nell’uomo il «giusto» e l’«assennato». Manca ancora un secolo e mezzo al famoso discorso in cui Pericle commemora i primi caduti nella Guerra del Peloponneso e rivendica con orgoglio la democrazia che regge Atene. Ma la via è tracciata.

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